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sabato 25 febbraio 2017

E se la Roma vince l'Europa League?

Ovvero: come convivere con il fatto che non esistono scorciatoie per qualificarsi in Champions League.




Succede tutti gli anni, da tre stagioni a questa parte.
Da quando la vittoria dell'Europa League garantisce l'accesso alla Champions League, non appena una squadra italiana accede agli ottavi di finale iniziano i calcoli forsennati da parte di chi vede difficile la qualificazione alla Champions League via campionato (le milanesi, in particolare).
Eccoci alla fatidica domanda: che cosa succede, o meglio quali sono i vantaggi collaterali, se la Roma vince l'Europa League?
Intanto la questione è posta in modo facile e leggero, ma la prima cosa da notare sarebbe il primo trofeo continentale ufficiale portato a casa dalla squadra giallorossa: la Coppa delle Fiere del 1961 non è infatti annoverata dalla Uefa nel palmarés ufficiale, dal momento che ha assunto il controllo del torneo solo nel 1971.
Se gli uomini di Spalletti faranno la storia, cosa d'altra parte non impossibile visto che la compagine giallorossa è indubbiamente sulla carta una delle migliori della competizione, prima di arrovellarsi sui cavilli regolamentari per capire come andare in Champions con la scorciatoia è bene partire dai seguenti, immutabili presupposti:

1) I posti assegnati ad ogni campionato non possono mai cambiare nel corso della stagione salvo casi eccezionali (tipicamente mancata licenza Uefa o squalifiche per illecito sportivo o violazione del FPF): per l'Italia, ancora per un anno,  sono tre e rimangono tre salvo i casi extra campo di cui sopra.
2) Chi vince l'Europa League NON ha attualmente la garanzia di accedere ai gironi di Champions League, ma può anche disputare i preliminari (regola che viene applicata per l'ultima volta, dalla prossima edizione la fase a gironi sarà garantita).
3) Il piazzamento in campionato ha sempre la precedenza sul piazzamento nelle coppe, quindi per un club che si qualifica in Champions dal campionato e vince anche l'Europa League, la qualificazione in Champions sarà dipesa dal piazzamento in campionato.

Abbiamo ora la possibilità di fare calcoli e ragionamenti partendo da elementi che avremo sempre e comunque sul tavolo: sappiamo pertanto prima di fare qualunque calcolo che, in accordo al punto 1 di cui sopra, la quarta classificata della Serie A 2016-17 non andrà mai in Champions League salvo fattori extra campo.
Sappiamo anche, in virtù dei punti 2 e 3, che non esiste nella composizione dei gironi di Champions un posto riservato alla vincitrice dell'Europa League.

Ecco i posti riservati per l'accesso diretto alla fase a gironi della Champions League 2017-18: come visibile, c'è un posto riservato per la detentrice della Champions League ma non c'è un posto riservato alla vincitrice dell'Europa League (Fonte: Wikipedia)

Ora, torniamo alla nostra realtà parallela in cui siamo a giugno e abbiamo appena visto la Roma alzare l'Europa League al cielo di Stoccolma e vediamo cosa succede di conseguenza nelle coppe europee.

ROMA QUALIFICATA DIRETTAMENTE ALLA FASE A GIRONI UCL (primo o secondo posto in Serie A):
In questo caso non ci sono cambiamenti di nessun genere: la Roma accede dal campionato e il posto per la vincitrice dell'EL non viene semplicemente sfruttato.
Se la detentrice della Champions si qualifica per la fase a gironi dal campionato, creando un posto vacante, quel posto sarà occupato dai campioni della federazione tredicesima in Ranking (Repubblica Ceca).

ROMA QUALIFICATA PER I PLAYOFF DELLA UCL (terzo posto in Serie A):
In questo caso la situazione della Roma dipende dalla situazione di chi vince la Champions League 2016-17:
● Se la vincitrice della UCL si qualifica per la fase a gironi dal campionato
Il posto riservato alla detentrice della Champions rimane vacante e la Roma può così avanzare alla fase a gironi grazie alla vittoria dell'Europa League. Nessuna italiana sarà dunque coinvolta nelle fasi preliminari del torneo, che verranno ribilanciate di conseguenza.
● Se la vincitrice della UCL non si qualifica per la fase a gironi dal campionato
Il posto riservato alla detentrice della Champions può essere occupato e non si crea alcun posto vacante nella fase a gironi della UCL.
La Roma pertanto non ha titolo per accedere alla fase a gironi ed inizia comunque dai playoff.

ROMA NON QUALIFICATA ALLA UCL (dal quarto posto in giù in Serie A)
Questo è il solo caso in cui l'Italia può avere quattro posti in Champions e gli scenari si sviluppano così:

● Se la vincitrice della UCL si qualifica per la fase a gironi dal campionato
Il posto riservato alla detentrice della Champions rimane vacante e la Roma può così avanzare alla fase a gironi grazie alla vittoria dell'Europa League. La terza classificata in Italia gioca normalmente il playoff.
● Se la vincitrice della UCL si qualifica per i playoff dal campionato
Il posto riservato alla detentrice della Champions può essere occupato e non si crea alcun posto vacante nella fase a gironi della UCL.
Si crea invece un posto vacante nei playoff, che verrà occupato dalla Roma come vincitrice dell'Europa League. Al playoff ci sarà anche la terza classificata italiana.
● Se la vincitrice della UCL non si qualifica in UCL dal campionato
Il posto riservato alla detentrice della Champions può essere occupato e non si crea alcun posto vacante nella fase a gironi della UCL, la Roma inizia quindi dai playoff come vincitrice dell'Europa League.
Dal momento che non ci sarebbero posti vacanti nemmeno nei playoff e la Roma rende irregolare il numero di squadre che vi partecipano, per ribilanciare il turno la terza classificata italiana (quarta nazione del ranking) viene retrocessa al terzo turno preliminare, essendo così costretta a giocare due preliminari prima di poter accedere alla fase a gironi.


Dopo aver ispezionato tutti i casi possibili, ecco le conclusioni che possiamo tirare:

1) In nessun modo legato ai risultati la quarta classificata della Serie A 2016/17 può accedere alla Champions League 2017/18 
2) Il posto in Champions per la vincitrice dell'Europa League rappresenta un posto aggiuntivo se necessario e non un posto garantito. Non c'è quindi necessità di riassegnare il posto se la vincitrice dell'EL è già qualificata dal campionato.
3) Queste regole cessano di essere valide da Agosto 2017, in cui inizierà il primo campionato soggetto alla nuove regole che assegnano all'Italia quattro posti alla fase a gironi UCL
Se siete arrivati fino a qua vi consiglio innanzitutto di prendere un'aspirina per riprendervi dal contorto regolamento UEFA attuale e poi, se ci avevate creduto, di convivere serenamente con la realtà dei fatti: non ci sono scorciatoie per l'accesso alla Champions League che possano dipendere dai risultati sul campo.
Ci risentiremo più avanti per delineare nei dettagli la formazione delle coppe europee 2017-18.

lunedì 3 ottobre 2016

Incidente di percorso



Una partita come Roma-Inter è difficile da analizzare razionalmente, perché non ha avuto un solo tratto distintivo di una partita di Serie A, soprattutto di cartello.
Squadre lunghe, spesso sfilacciate, difese allegre e un risultato che avrebbe potuto venire fuori da un vastissimo range di possibilità, indirizzate dalla buona vena dei due portieri che hanno evitato il peggio più e più volte.
Sabato, per dire, ho avuto il piacere di seguire Bayer Leverkusen-Borussia Dortmund, big match di Bundesliga e dalla pioggia di occasioni che mi aspettavo è venuta fuori invece una partita tatticamente meticolosa soprattutto da parte dei padroni di casa: la partita italiana sembrava quella.

Roma-Inter ha in realtà smascherato diversi problemi che attanagliano entrambe le squadre, con la differenza che i giallorossi si portano a casa tre punti e potranno pensarci di meno.
A questo punto della stagione tuttavia rimango perplesso di fronte a chi mi parla di problemi di classifica:  sarà forse un problema avere il Milan sopra una giornata dopo essergli stati davanti a maggio per tre anni di fila, nonostante tutti i problemi incontrati? 

Sarà forse un problema guardare una classifica che al 2 ottobre ci vede a 3 punti dall'obiettivo secondo posto, quando nella scorsa stagione si riteneva possibile rimontarne 5 alla Roma all'alba di metà aprile?
Siamo talmente ossessionati dai numeri che qualcuno ha addirittura suggerito il catenaccio e contropiede per firmare in anticipo il compromesso di uscire dall'Olimpico con almeno un punto: per me è un potente e convinto NO.
No, perché andiamo da anni alla ricerca disperata di un'identità che mai negli ultimi 5 anni ha avuto contorni precisi e sacrificare ora lo stile identitario che si vuol dare, per prendere in cambio un punto a Roma alla settima giornata, è un ritorno ad una mentalità provinciale che non ci deve più riguardare.
No, perché se non passi dagli incidenti di percorso quando vai a confrontarti con i tuoi competitors non capirai mai come batterli soprattutto sul lungo termine. Abbiamo già visto lo scorso anno che gli schieramenti speculari all'avversario possono funzionare finché il gioco non viene capito da tutti, per ritrovarsi poi senza più certezze ed armi per ribaltare il corso degli eventi, con conseguenze nefaste.

Tutti voi siete in grado di dire immediatamente come giocano il Napoli di Sarri e la Roma di Spalletti, perchè il loro stile è sempre quello ed è rimasto immutato: io esigo che l'Inter, per il suo status e il suo blasone, sia in grado di affiancarsi a queste squadre con una sua riconoscibile identità e non che vi rinunci per prendere il pareggino che lascia tranquillo il tifoso solo perchè la classifica di inizio ottobre poi sarà più confortevole. 
Così è vivere alla giornata e navigare a vista senza sguardi sul domani e prima o poi arriva il momento in cui i compromessi stanno a zero perchè se sei l'Inter nessuno ti affronta a cuor leggero.
Ieri è andata male per tanti motivi che vedremo tra poco, ma nonostante le cose si stessero mettendo nel verso sbagliato fin dall'inizio, i nerazzurri non hanno rinunciato al pressing alto, a tenere il possesso e ad alzare gradualmente il baricentro durante la partita; insistere su determinati dettami senza condizionamenti di alcun tipo è una cosa che apprezzo, perché se la visione data da questi dettami è corretta la tanto ricercata "mentalità" vien da sé con il tempo.
Qui però finiscono le cose positive, impersonate soprattutto da Banega, che ho messo in saccoccia ieri sera. 
Come detto, queste partite a inizio ciclo sono soggette a scoprire i tuoi limiti ed a mettere bene in vista quale e quanta strada c'è ancora da fare.



Cosa c'è da sistemare per non restare a bocca asciutta come ieri sera?
Mi pare del tutto assodato che il grado di solidità del centrocampo oggi dipende dalla buona vena di Joao Mario: venuto meno lui, recuperato peraltro per miracolo, tutta la fase difensiva è stata disastrosa a partire da un Medel in confusione totale per finire nel naufragio del reparto arretrato in cui anche Miranda per una volta ha abbandonato la nave. Certamente il primo passo per diventare squadra è non dipendere dagli individui.
Seconda cosa, ma non meno importante: fare gol deve essere un mantra da ripetere ogni giorno come una preghiera. Oltre a non essere accettabile sbagliare gol a ripetizione in partite come quelle di ieri sera, non possiamo trovarci nella condizione che se non segna Icardi siamo in mano al Padre Eterno.
Perisic e Candreva dovranno trovare la chiave per essere più prolifici perchè il tasso di conversione di quanto si crea effettivamente deve necessariamente alzarsi. E chissà che Gabigol non torni utile da questo punto di vista.

Infine, il solito tema: il materiale su cui lavorare con chance di successo non comprende un buon 80% della panchina a disposizione anche ieri, De Boer è nel giusto a far giocare Jovetic se ritiene si sia allenato con serietà ma non può essere ripagato con la disattenzione e la leggerezza: i tradimenti dei rincalzi iniziano ad essere una fastidiosa costante.
A questo proposito è piuttosto urgente che Brozovic trovi il lume della ragione in mezzo alle varie parentesi di Instagram e social vari, in attesa di un sempre più necessario repulisti da iniziare a gennaio.

All'Olimpico abbiamo fatto tanta, troppa confusione ma voglio credere che la squadra abbia sbattuto contro i tanti ostacoli presenti sulla strada che porta ad essere un collettivo vero e riconoscibile, partendo da una situazione di eccessiva instabilità; voglio credere che Frank De Boer, ieri non esente da responsabilità sulla lettura della partita e certe situazioni come la difesa su palla inattiva, esca da Roma con un blocco di appunti pieno di nuovi apprendimenti per facilitare la ricerca della chiave giusta finalizzata al far girare sempre bene la sua squadra.
Io so che l'Inter non è solo quella vista contro la Juventus e non è solo quella vista ieri sera, sono solo due facciate di un nuovo edificio ancora in costruzione, dato che mi sembra abbastanza chiaro che del progetto precedente si vuol tenere poco.
La sintesi che resta in equilibrio tra le due versioni di questa squadra ci darà la continuità che al momento è difficile potersi aspettare senza incappare in almeno un incidente di percorso. Statene certi, da questo calderone qualcosa di gustoso e ben amalgamato alla fine verrà fuori.
Avanti Inter.

mercoledì 12 agosto 2015

La Champions e il ranking: tutte le possibili fasce del sorteggio



Non sarà una Champions League come tutte le altre.
Non è la solita frase retorica ma una solida realtà basata sulle tante novità che questa edizione porta con sè e che ci accompagneranno per un triennio, la stessa tempistica dell'ormai famoso contratto televisivo che permetterà a Mediaset di trasmettere la competizione stellata.
Piuttosto di addentrarci in teoremi e regolamenti, mi preme far sapere come i vari club si possono presentare ai nastri di partenza, visto che le regole sono cambiate: almeno fino al 2018, infatti, le teste di serie non sono comandate dal ranking ma corrispondono ai club campioni nazionali dei primi 8 paesi del ranking Uefa (7 nel caso in cui la detentrice trofeo non corrisponda alla prima classificata di uno di questi paesi).
In parole povere ma concrete:
con il vecchio metodo le teste di serie sarebbero state Barcellona, Real Madrid, Chelsea, Bayern, Atletico Madrid, Benfica, Porto ed Arsenal.
Con il nuovo metodo le teste di serie sono invece Barcellona, Chelsea, Bayern, Juventus, Benfica, PSG, Psv e Zenit.
Le altre fasce riprendono invece il solito funzionamento del ranking ed è qui che si aprono scenari di difficile prevedibilità perché partendo con questo metodo dalla seconda fascia il rischio di trovarsi uno o più gironi quasi completamente costituito da big match è molto concreto.
Prima di andare ad elencare le possibilità squadra per squadra è utile sapere che ci sono 5 posti assegnati e 3 vacanti in seconda fascia, 2 assegnati e 6 vacanti in terza fascia, 1 assegnato e 7 vacanti in quarta fascia.
Il completamento dipende soprattutto dall'esito dei 10 playoff che incideranno anche sulle squadre già qualificate e in attesa di definizione della loro fascia di appartenenza.
Vediamo caso per caso, partendo dalle italiane, quali sono le certezze e le possibilità in vista del sorteggio di fine mese (tra parentesi l'attuale punteggio ranking)

JUVENTUS (95.102) - Sicuramente testa di serie quale campione nazionale.
ROMA (43.602) - In terza fascia se almeno una tra Man United, Shakhtar, Valencia e Basilea sarà eliminata al playoff.  In quarta fascia in tutti gli altri casi.
LAZIO (49.102) - Sicuramente in terza fascia in caso di accesso alla fase a gironi

Ecco la situazione degli altri club europei per quanto riguarda le già qualificate:

REAL MADRID (171.999) - Sicuramente in seconda fascia
BARCELLONA (164.999) - Sicuramente testa di serie quale campione nazionale/detentrice trofeo
BAYERN MONACO (154.883) - Sicuramente testa di serie quale campione nazionale
CHELSEA (142.078) - Sicuramente testa di serie quale campione nazionale
ATLETICO MADRID (120.999) - Sicuramente in seconda fascia
BENFICA (118.276) - Sicuramente testa di serie quale campione nazionale
PORTO (111.276) - Sicuramente in seconda fascia
ARSENAL (110.078) - Sicuramente in seconda fascia
PSG (100.483) - Sicuramente testa di serie quale campione nazionale
ZENIT (90.099) - Sicuramente testa di serie quale campione nazionale
MANCHESTER CITY (87.078) - Sicuramente in seconda fascia
SIVIGLIA (80.499) - In seconda fascia se almeno tre squadre tra Manchester United, Valencia, Leverkusen, Basilea e Shakhtar saranno eliminate al playoff. In terza fascia in tutti gli altri casi
LIONE (72.983) - In seconda fascia se almeno quattro squadre tra Manchester United, Valencia, Leverkusen, Basilea e Shakhtar saranno eliminate al playoff. In terza fascia in tutti gli altri casi
DINAMO KIEV (65.033) - In seconda fascia se  Manchester United, Valencia, Leverkusen, Basilea e Shakhtar saranno tutte eliminate al playoff. In terza fascia in tutti gli altri casi
OLYMPIACOS (62.380) - Sicuramente in terza fascia
PSV EINDHOVEN (58.195) - Sicuramente testa di serie quale campione nazionale
GALATASARAY (50.020) - Sicuramente in terza fascia
BORUSSIA MOENCHENGLADBACH (33.883) - In terza fascia se almeno cinque club tra Valencia, Shakhtar, Basilea, Celtic, Apoel e Bate Borisov saranno eliminati al playoff. In quarta fascia in tutti gli altri casi.
WOLFSBURG (31.883) - In terza fascia se Valencia, Shakhtar, Basilea, Celtic, Apoel e Bate Borisov saranno tutte eliminate al playoff. In quarta fascia in tutti gli altri casi.

GENT (13.440) - Sicuramente in quarta fascia


Ecco invece la situazione di chi è impegnato nei playoff, con la situazione club presentata per coppia di partite già sorteggiate (ad eccezione della Lazio già vista sopra) ed ovviamente soggetta alla condizione di passaggio turno:

BAYER LEVERKUSEN (87.883) - Sicuramente in seconda fascia

MANCHESTER UNITED (103.078) - Sicuramente in seconda fascia
BRUGES (41.440) - In terza fascia se almeno una tra Shakhtar, Valencia e Basilea sarà eliminata al playoff.  In quarta fascia in tutti gli altri casi.

VALENCIA (99.999) - Sicuramente in seconda fascia
MONACO (31.483) - Sicuramente in quarta fascia

SPORTING (56.276) - Sicuramente in terza fascia
CSKA MOSCA (55.599) - Sicuramente in terza fascia

SHAKHTAR (86.033) - In seconda fascia se almeno una tra Man Utd, Valencia e Leverkusen sarà eliminata al playoff. In  terza fascia in tutti gli altri casi.
RAPID VIENNA (15.635) - Sicuramente in quarta fascia.

BASILEA (84.875) - In seconda fascia se almeno due tra Man Utd, Valencia, Shakhtar e Leverkusen saranno eliminate al playoff. In  terza fascia in tutti gli altri casi.
MACCABI TEL AVIV (18.200) - Sicuramente in quarta fascia

CELTIC (39.080) - In terza fascia se almeno due tra Valencia, Shakhtar e Basilea saranno eliminate al playoff. In quarta fascia in tutti gli altri casi.
MALMO (12.545) - Sicuramente in quarta fascia

APOEL (35.460) - In terza fascia se almeno tre tra Celtic, Valencia, Shakhtar e Basilea saranno eliminate al playoff. In quarta fascia in tutti gli altri casi.
ASTANA (3.825) - Sicuramente in quarta fascia.

BATE BORISOV (35.150) - In terza fascia se almeno quattro tra Celtic, Apoel, Valencia, Shakhtar e Basilea saranno eliminate al playoff. In quarta fascia in tutti gli altri casi.
PARTIZAN (14.775) - Sicuramente in quarta fascia

DINAMO ZAGABRIA (24.700) - Sicuramente in quarta fascia
SKENDERBEU KORCE (5.575) - Sicuramente in quarta fascia


Con una seconda fascia possibilmente costellata da Top Club e una terza fascia gremita di mine vaganti (il Siviglia su tutte, qualora non riuscisse l'approdo in seconda fascia) sarà davvero una Champions League diversa da tutte le altre.
Ricordando che non possono incontrarsi squadre della stessa nazione e nemmeno squadre provenienti da Russia e Ucraina, la Juventus ad esempio potrebbe avere un girone molto complicato con Manchester Utd, Siviglia e Wolfsburg come potrebbe averne uno molto più abbordabile con Porto, Olympiacos e Gent.
Non resta che aspettare gli esiti dei playoff di settimana prossima: tenete questo post sott'occhio e fate le possibili combinazioni.
Alla fine però ricordatelo: per arrivare da qualche parte, l'unico modo possibile è battere chiunque.


giovedì 23 luglio 2015

Inter e Salah: com'è andata realmente?


Salah alla Roma. Finalmente, mi viene da dire.
Una telenovela andata in onda in tutte le salse e in tutte le sfumature possibili senza che si sia mai fatta completa chiarezza su come si sia strutturata questa storia che ha fatto la fortuna delle pubblicazioni che ci hanno tratto una storia infinita a puntate.
Com'è andata davvero? La storia completa la sanno solo i protagonisti ma si può tentare di fare chiarezza quantomeno sul lato Inter.

Partendo da un presupposto: Salah sapeva fin dall'inizio di essere solo in transito alla Fiorentina. Altrimenti non avrebbe avuto senso di esistere quella scrittura privata attraverso cui l'entourage del giocatore o il giocatore stesso mettevano decisamente le mani avanti enunciando il diritto dell'egiziano di esprimere in forma scritta il benestare al proseguimento del prestito dal Chelsea.
E sarà bene fare un passo indietro su questo passaggio, per non dimenticarci che durante il mercato invernale Salah é stato avvicinato a parecchie squadre, tra cui in particolare Inter e Roma.
Poi, sappiamo com'è andata: la Roma ha preso Ibarbo probabilmente per accordi insiti nell'affare Nainggolan, l'Inter ha virato su Podolski che si poteva fare in prestito secco e ha preferito investire su Shaqiri grazie ai buoni uffici del Bayern, che con l'Inter non ha mai grossi problemi a fare affari a condizioni soddisfacenti per entrambi.
Per cui, a giudizio ed opinione dello scrivente, l'approdo di Salah alla Fiorentina è stato più interpretato come una soluzione di ripiego dallo stesso Salah che vi è stato incluso nell'ambito di un'altra trattativa, quella che ha portato Cuadrado al Chelsea: a quel punto la prospettiva, in caso di rifiuto, sarebbe stata la panchina se non la tribuna londinese per il proseguio della stagione.

Quanto succede in maglia viola lo sappiamo tutti: impatto sorprendentemente devastante, gol a ripetizione, sempre più occhi addosso da parte di tifosi ed addetti ai lavori e un'evoluzione che lo porta in breve ad una vetrina di pieno rilievo all'interno della Serie A.
A questo punto della storia entra in scena l'Inter, ma non esattamente nel modo che sarà dipinto più avanti nel tempo. Perché a un certo punto della sua esperienza viola, l'entourage capisce che è arrivato il momento del riscatto per l'assistito e lo va a proporre a diversi club italiani tra cui Inter, Roma, Juventus nel tentativo di creare un'asta basata sulle notevoli prestazioni che l'attaccante ha reso nella città toscana.
Al sottoscritto non è risaputo come ha reagito la Juventus, ma è piuttosto chiaro che a quel punto sia Inter che Roma non disdegnano affatto un giocatore che avevano già sondato pochi mesi prima per poi virare su altri obiettivi, che da ambo le parti iniziavano a rendere al di sotto delle aspettative.
Con la scrittura privata già citata, poi, chi curava gli interessi di Salah non si è nemmeno posto il problema di andare avanti con la Fiorentina e lo stesso giocatore, come diranno alcuni suoi compagni poi, a Firenze ci si sentiva di passaggio.
Trovare un accordo con Inter e Roma non è affatto un'impresa titanica, visto che l'intesa di massima si era già trovata pochi mesi prima senza poi concretizzare e che il rendimento del giocatore ha sicuramente alzato il tiro sull'ingaggio, ma non in maniera insostenibile.
I club che hanno portato avanti un discorso pro futuro su Salah sono tranquilli, avendo contattato un giocatore annunciato in scadenza prestito nel mese di Giugno.

Sul fronte Inter, unico che tratterò da adesso in poi non essendo abbastanza informato su altri club a tal punto da poter raccontare una storia ritenendola vera, arriva l'importantissimo mese di Maggio in cui viene decisa tutta la strategia di mercato dei mesi successivi.
In particolare viene deliberato da una riunione dirigenziale con Mancini che molte cose dovranno cambiare: in primis lo schema che dovrà essere tramutato in un 4-3-3 trasformabile in 4-3-1-2 all'occorrenza, in secondo luogo bisognerà formare una spina dorsale di nuovi giocatori che saranno negli intenti le colonne portanti della nuova Inter.
Tra questi ultimi però Salah non c'è: oltre a Miranda, contattato in tempi non sospetti e Yaya Touré, prima scelta per il centrocampo poi rimpiazzato da Kondogbia, l'elemento che Mancini vuole è un esterno abbastanza duttile e tatticamente intelligente da poter provvedere all'equilibrio che la squadra non ha: è qui che si inizia a spendere il nome di Ivan Perisic, profilo che Mancini ritiene fondamentale per la propensione alla doppia fase.
L'altro esterno in quel momento avrebbe certamente dovuto passare da una scelta minuziosa, ma il suo ruolo sarebbe stato solo complementare alla disposizione tattica e non risponde ad un solo identikit ma viene giocato su tanti tavoli alla ricerca dell'occasione di mercato giusta: si parte da Pedro con cui viene trovata un'intesa ma ci si scontra con richieste totalmente fuori budget da parte del Barcellona, si prosegue con Dybala su cui si è decisamente esagerato in termini di disponibilità Inter alla maxi offerta, si seguono altri profili. Tra cui Salah, sempre attenzionato purchè la sua acquisizione non vada oltre determinati parametri di mercato, visto e considerato che a inizio mercato l'Inter ha un solo grosso
investimento da fare(nelle attese Touré), massimo due se cede Kovacic a più di 30 milioni(dopo l'acquisto di Kondogbia Kovacic verrà poi tolto dal mercato su scelta dell'allenatore).
In tutta la pianificazione del mercato, Salah non ricopre mai un ruolo prioritario ma viene considerato solo se diventa possibile concludere a determinate condizioni, nell'ordine di 17-18 milioni di Euro al massimo e possibilmente con un pagamento dilazionato.

Quando arriva Giugno e l'Inter affonda pesantemente sul mercato, si inizia a capire che qualcosa con Salah non sta andando per il verso giusto dalle parti di Firenze: c'è in atto un braccio di ferro che non lascia presagire una conclusione felice.
Quando si alza tutto il polverone nell'ultima settimana di Giugno, l'Inter ha già mollato da un po' i contatti con il giocatore avendo già la sua parola ed è in tutt'altre faccende affaccendata (chiusura degli affari Miranda e Montoya, ad esempio): è in questo momento che i giornali non si lasciano sfuggire l'opportunità di romanzare la vicenda e iniziano a premere forte su un accordo "segreto" con l'Inter che diventa poi un argomento da prima pagina, in un vortice di mercato che coinvolge presto anche la Roma in modo più marginale, sebbene sia in quel periodo la Società più concreta sul giocatore.
Quando Salah litiga con la Fiorentina a seguito dell'ultimatum non rispettato, l'Inter è già su Jovetic: seguendo il montenegrino da un anno e mezzo, Ausilio incontra l'agente Ramadani tra fine Giugno e inizio Luglio e trova un accordo per il trasferimento del calciatore che è ben contento di tornare in Italia.
Intanto la situazione in casa Fiorentina precipita ed è abbastanza evidente a quel punto che la società gigliata si accorga di aver gestito con troppa superficialità la vicenda di un giocatore che forse non era atteso ai livelli con cui si è espresso. Cercano prima la linea dura con il giocatore e con gli agenti, poi una volta trovato da quel lato un muro di gomma tirano in ballo l'Inter attraverso la diffida e i tweet di Panerai, nella boutade che si conclude con il duro comunicato ufficiale della Società nerazzurra, che si sente tranquilla perchè è stata contattata dall'entourage del giocatore tempo prima e non ha nessuna intenzione di finire dentro una battaglia che non la riguarda e perchè al massimo questa battaglia avrebbe senso solo se fosse tra Fiorentina ed entourage di Salah.
Sul perchè la Fiorentina non abbia fatto la stessa mossa con la Roma, non so rispondere con certezza ma a logica posso pensare che i vari affari di Della Valle nella Città Eterna, non ultimo la ristrutturazione del Colosseo, abbiano forse frenato l'impeto di riservare ai giallorossi lo stesso trattamento.
La mia è una semplice ipotesi, ma a naso non credo che Salah avrebbe potuto valere un'impopolarità ampia nei confronti del numero uno gigliato in una piazza umorale come Roma, visti gli interessi in ballo.

Mentre succede tutto questo, ancor prima della guerra dei comunicati e mentre tutta la stampa avvicina progressivamente Salah a Milano, l'Inter aveva già dato una decisa accelerata su Jovetic intuendo la possibilità di prenderlo a prezzo di saldo, almeno 7-8 milioni in meno rispetto alla richiesta dell'anno prima poi non concretizzatasi.
Salah resta attenzionato, come specifica Fassone in un'intervista a Sky, ma il troppo clamore che gli è stato creato intorno non ha certo fatto bene a un affare che si sarebbe dovuto condurre a fari spenti per strapparlo alle migliori condizioni possibili. Anche perchè il prezzo è ritenuto troppo alto dalla dirigenza Inter che non è disposta ad andare oltre i 17-18 milioni dovendo fare i conti con un mercato costantemente inserito all'interno di determinati paletti.

In quel periodo, mentre tutti guardano a Salah, sono in pochi a dire che l'Inter fa sul serio per Jovetic, anche se nemmeno lui si poteva definire una priorità di mercato: vuoi perchè costa sicuramente meno arrivando da tutt'altro tipo di stagione, vuoi perchè a conti fatti la sua duttilità fa comodo, vuoi perchè le condizioni del montenegrino sono una scommessa ma vincerla significherebbe avere fatto un affare gigantesco, vuoi perchè non ci sono storie intricate e fastidiose di mezzo.

Ecco perché, se avete seguito i tweet del sottoscritto, la destinazione Roma per Salah vi è stata segnalata già da tre-quattro settimane: era chiaro fin da subito che erano i giallorossi quelli che facevano sul serio per l'egiziano e che l'Inter sarebbe tornata in gioco solo qualora avesse ritenuto Salah un'occasione di mercato, a condizioni economiche ben diverse e senza una possibile asta in cui entrare.
Sul presunto veto Chelsea-Fiorentina non c'è stato nessun riscontro, anche perchè Inter e Chelsea non hanno mai trattato concretamente Salah né lo avrebbero fatto dal momento che quando l'egiziano torna a Stamford Bridge, i nerazzurri stanno già contattando Manchester per Jovetic.

Ce n'è abbastanza per dire che Salah non è mai stato realmente prioritario ma solo complementare? Per il sottoscritto sì e su questa versione ci insisto da diverse settimane nonostante lo scetticismo della gran parte del mondo in merito.

La storia per come si è sviluppata é questa, arrivati a questo punto sta a voi crederci o meno.
Se però riconsiderate tutto ciò che si è detto o scritto e rileggete la storia sotto la lente di quanto vi ho scritto qua sopra, sono certo che la riterrete quantomeno plausibile.